E-CIG: Fiesel e Assifel impugnano gli avvisi di pagamento per imposta non dovuta

GLI IMPRENDITORI DELLO SVAPO: DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE RIVEDERE L’IMPIANTO DI FISCALITÀ

La determinazione del prezzo di vendita al pubblico dei liquidi contenenti altre sostanze, diverse dalla nicotina, è illegittima in quanto indeterminata dalla legge e definita dalla sola discrezionalità dell’Amministrazione delle dogane e dei monopoli in violazione della Costituzione.

Questa in sintesi la sentenza della Corte costituzionale commentata con soddisfazione da Fiesel-Confesercenti ed Assifel (l’associazione che rappresenta le imprese produttrici di liquidi da inalazione) che colgono l’occasione per denunciare l’attuale paradosso. Invece che rimborsare chi ha già pagato una tassa incostituzionale – come del resto ci si aspetterebbe – arrivano dall’Aams “lettere pazze” per richiedere il pagamento di un imposta non dovuta. Fiesel ed Assifel chiedono quindi al Ministero delle Finanze di agire immediatamente per rivedere l’impianto della fiscalità che grava sul settore e che ha già prodotto troppi danni, portando ad un sensibile aumento i prezzi delle sigarette elettroniche con un conseguente e drammatico calo dei consumi.

Le due Organizzazioni sottolineano come la sentenza di fatto invalidi anche la normativa ora in vigore e sia necessario intervenire per normalizzare la situazione. Due anni di soprusi ed incertezze fiscali hanno ridotto il settore ai minimi termini, hanno dato spazio a siti di e-Commerce esteri e spinto alla chiusura produttori e commercianti italiani. L’aver attribuito ai Monopoli la competenza sulle sigarette elettroniche perché definiti “beni succedanei” del tabacco, ha paralizzato un settore nascente, in piena espansione e rappresentativo del made in Italy. La concorrenza attuata grazie ad una obbligazione tributaria onerosa, ha fatto sì che produttori e distributori europei si siano appropriati del mercato italiano, oltre ad aver permesso la fuga di aziende nostrane fuori confine. Tutto questo, senza che l’Amministrazione abbia preso opportuni provvedimenti. Arrivati a questo punto, con una Corte costituzionale illuminata, è ora che il Ministro Padoan intervenga.

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